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I Fenici in Sicilia raccontati in un convegno

È noto come l’Italia sia nata dal coacervo e dalla fusione di molti popoli che abitarono la penisola fin da epoche preistoriche, molto prima del’avvento di Roma e del suo Impero. Molte delle peculiarità territoriali che ancora oggi si possono notare a livello linguistico, somatico, e comportamentale, degli abitanti delle varie regioni, possono essere fatte risalire a quel sostrato antico e quasi del tutto dimenticato.

Non dimenticato, però, da parte di chi si interessa di studi antropologici, archeologici ed etnologici, e che sa bene come l’indagine del passato possa fornire molti utili strumenti per la lettura del presente. Il 23 maggio 2015 si è tenuto un interessante convegno, in realtà, una vera e propria lezione, la prima di dieci che riguarderanno il popolo fenicio in terra siciliana. L’incontro si è svolto presso il Liceo Scientifico “N. Palmeri” di Termini Imerese. In questa sede, con il patrocinio della Presidenza regionale SiciliAntica rappresentata da Alfonso Lo Cascio, che ha aperto i lavori, si è svolta la prima lezione del titolo “I Fenici di Sicilia: antropologia e paleopatologia”. L’argomento della discussione è ruotato attorno a vari ritrovamenti che sono stati effettuati in terra siciliana. I siti di maggiore interesse, che nel prosieguo delle lezioni saranno anche fatti oggetto di visite guidate, sono delle necropoli rinvenute nelle località di Mozia, Palermo e Solunto. Questi luoghi sono anche alcuni dei più noti centri fenici dell’isola. Nelle necropoli sono stati rinvenuti moltissimi corpi, che sono stati sottoposti ad un attento studio volto ad indagare alcuni aspetti ben specifici del modo in cui si presume abbia vissuto questa antica popolazione. Attraverso lo studio dei corpi ritrovati non si è scoperto solo quali fossero le modalità di sepoltura e inumazione, ma anche quale fosse lo stato di salute medio della popolazione fenicia, quale fosse in generale la tipologia umana che si era affermata e selezionata, e in generale si sono potute reperire maggiori informazioni circa lo stile di vita sostenuto all’epoca. Tutto questo è stato reso possibile dalla collaborazione tra l’Associaizone SiciliAntica con il Parco Archeologico di Himera e il Museo Archeologico “A. Salinas” di Palermo. L’esperta relatrice che ha riferito circa le conclusioni raggiunte dallo studio portato avanti sui corpi fenici è stata Sara Di Salvo, che presso il Museo Archeologico ha lavorato nel periodo compreso tra il 1979 e il 2011. La Di Salvo ha costruito la sua esperienza, relativa alla popolazione fenicia in Sicilia, lavorando anche sul campo, e nello specifico partecipando a campagne di scavo e recupero di reperti umani. Inoltre, è stata responsabile del laboratorio osteologico, coordinando studi e ricerche incrociate tra le Soprintendenze di Trapani, Palermo e Caltanissetta, la Soprintendenza del Mare, e coadiuvando anche lo scambio professionale tra istituti italiani e stranieri. Inoltre, è stata la curatrice di diverse mostre, ha partecipato a convegni e seminari, e ha curato numerose pubblicazioni. Il tutto, ovviamente, sempre all’interno dello stesso campo di indagine, che è quello della comunità fenicia in Sicilia. Il ciclo di lezioni che ha avuto recentemente inizio ha lo scopo principale di diffondere le conoscenze fin qui raccolte, e di rendere note le conclusioni antropologiche che la ricerca archeologica ha permesso di trarre. Inoltre, desidera anche essere il volano di nuove iniziative nel merito, che potrebbero anche servire a dare il via a nuovi scavi, o a valorizzare le aree già esistenti anche da un punto di vista turistico e non solo didattico.