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L'antropologia della Cina verrà insegnata all'Università Bicocca

L'Università Bicocca di Milano istituirà, a partire dal prossimo anno Accademico, il corso “Culture e Società della Cina”. Oltre a essere una nazione ormai più che emergente, la Cina possiede un patrimonio culturale millenario che sta destando sempre più attenzione e interesse tra i paesi occidentali. L'istituzione di questo corso fa parte di un ampio progetto consistente nella valorizzazione e nello studio approfondito della storia delle civiltà orientali, indetto dall'ateneo milanese della Bicocca.

L'Università infatti risulta in cima alla graduatoria nazionale di ANVUR, l'Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca. Questo insegnamento farà parte integrante, dall'anno prossimo, del piano di studio dell'indirizzo di Laurea magistrale in Scienze Antropologiche ed Etnologiche. Grazie a questo nuovo corso, inseribile solo nel piano del secondo anno, gli studenti della Bicocca potranno sviluppare competenze sul sistema economico cinese contemporaneo e confrontarlo con i sistemi economici orientali tradizionali. Inoltre si presenterà loro la possibilità di approfondire il concetto di globalizzazione dal punto di vista cinese, soffermandosi sui concetti orientali di localismo e migrazione, quanto mai attuali in questi anni di grande esodo dai paesi orientali. La capacità dei cinesi, tanto ammirata dagli occidentali, di creare valore e capitali immensi nel giro di poche decadi verrà così esaminata nel dettaglio e chiarirà agli studenti molti punti ancora oscuri del commercio cinese.

Il corso è stato presentato il 12 dicembre presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione dell'Università Milano-Bicocca, in occasione del convegno “Antropologie della Cina”. Durante il convegno è stato confermato che la materia varrà otto crediti formativi all'interno del piano di studi. Il professor Roberto Malighetti, nel corso dell'incontro di giovedì, ha sottolineato l'importanza dell'istituzione di un corso che presenti tali criteri. Lo studio dell'antropologia in Italia potrà così vantare di un nuovo fondamentale tassello. Malinghetti ha inoltre precisato che questo tipo di iniziativa non è casuale, ma va a collocarsi in un progetto che prevede un incontro-confronto sempre più ravvicinato tra il nostro paese e la Cina. Soprattutto per quel che riguarda il discorso Università si sta infatti attuando, tra le Università cinesi e quelle italiane, un piano che prevederà scambi e comunicazioni sempre più frequenti tra le due realtà. L'Università di Milano-Bicocca, già rappresentante l'eccellenza nello studio di discipline orientali in Italia, potrà così vantare di un filo diretto con gli atenei dell'est asiatico. Tutte queste iniziative saranno promosse e sostenute dal Ministero degli Affari Esteri Italiano e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Alla manifestazione sono intervenuti importanti rappresentanti dei dipartimenti di antropologia delle Università Cinesi. Tra le Facoltà di antropologia rappresentate al convegno di Milano troviamo quelle delle Università di Renmin, di Beijing, di Minzu. Ha partecipato all'incontro inoltre la Chinese Academy of Social Sciences. Il convegno si è rivelato un'occasione importante di scambio culturale, in cui sono stati trattati tutti i temi caldi dell'interculturalità contemporanea. In un periodo di forte trasformazione globale come quello attuale è di fondamentale importanza ribadire l'interesse verso le altre culture. Il tema dell'interculturalità non è più un pretesto per fare dell'astratto intellettualismo, ma un fatto concreto che interessa e condiziona, molto più di quanto pensiamo, la nostra vita di tutti i giorni. In questo complesso scenario va a collocarsi l'impegno dell'ateneo milanese con l'istituzione del corso “Culture e Società della Cina”.