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L’antropologia per tutti: Peeps

L’antropologia è una scienza che spesso, ai profani, appare lontana e astrusa. In genere, quando si parla di antropologia, l’immaginario collettivo corre ad anziani signori vissuti all’inizio del Novecento che studiavano le popolazioni indigene in aule accademiche; a qualcosa cioè di molto lontano dalla contemporaneità, a qualcosa che ha poco o nulla a che fare con l’uomo moderno.

Viceversa, questo concetto dell’antropologia è quanto di più lontano possa esserci da una scienza che, per sua stessa definizione, studia l’uomo e lo mette al centro delle sue speculazioni. Dalla necessità di avvicinare nuovamente l’antropologia alla gente comune, è nata nel 2012 una rivista on line che si chiama “Peeps”. Il termine “Peeps”, in inglese può voler dire molte cose; tra le altre, il verbo “to peep” significa sbirciare. Quindi, lo spirito con cui il magazine è stato fondato è quello di stimolare la curiosità. L’antropologia di cui si occupa “Peeps” è spicciola e quotidiana, scende nelle strade, analizza fenomeni di costume che riguardano tutti noi. Ad esempio, parla della vita nei sobborghi delle grandi città; di tematiche di stretta attualità, quali la necessaria convivenza tra etnie diverse all’interno di uno stesso tessuto urbano; parla dei giovani e dei vecchi, del divario sempre più profondo che si è creato tra le generazioni. Questi argomenti, e molti altri, vengono affrontati in modo leggero e abbordabile, in modo tale che la materia trattata non venga percepita dal lettore come una noiosa lezione, ma come uno stimolante sguardo sulla realtà che però non si fermi solo alla superficie. La redazione di “Peeps” è infatti formata da esperti del settore: non solo antropologi ed etnografi, ma anche designers, fotografi e filmmakers. Il taglio che è stato dato al magazine on line è fortemente innovativo: si avvale di tutti i più moderni espedienti per catturare l’attenzione del lettore virtuale, ad esempio usando foto studiate nel dettaglio e molto curate. Attraverso l’immagine e lo stimolo visivo, però, spinge a riflettere sui fenomeni di costume più diffusi al fine di indagarli, comprenderli, per capire meglio il mondo, e capire meglio il prossimo. La redazione di “Peeps” ha sede a Toronto, in Canada, e ha recentemente elaborato un nuovo progetto che sulle prime potrebbe un po’ stupire. Anche se si parla tanto della morte della carta stampata, e sempre più spesso le persone preferiscono leggere i quotidiani e le riviste usando internet, piuttosto che il supporto cartaceo, la redazione di “Peeps” ha deciso di andare contro corrente. Infatti, seguendo un percorso inverso, vuole passare dal web alla carta, mettendo in cantiere il numero 1 della sua rivista che verrà stampato su un supporto di tipo tradizionale. Neanche a farlo apposta, il tema della rivista saranno i giovani di oggi e il loro rapporto con l’informatica, soprattutto con i devices portatili come gli smartphone. Per dare vita a questo progetto, “Peeps” ha avviato una raccolta di fondi su Kickstarter, la nota piattaforma di crowdfunding. Purtroppo però non è riuscita a raggiungere l’obiettivo prefissato, e per il momento la rivista cartacea ancora non si è potuta stampare. Il progetto però non è stato affatto abbandonato: infatti dalla redazione hanno fatto sapere che il numero è praticamente pronto, e che quanto prima verrà comunque editato, usando delle forme di finanziamento alternativo. In questo modo, grazie a “Peeps”, l’antropologia diventerà una materia più vicina alla gente, e alla portata di tutti.