Antropologia Milano è un sito dedicato alla disciplina che studia l'essere umano dal punto di vista sociale, culturale, evolutivo, artistico, filosofico, religioso e morfologico. Contribuisci anche tu con dibattiti sulla cultura e sulla società e commenta gli approfondimenti che vengono da noi regolarmente proposti e pubblicati.

La morale umana e la sua genesi

L’antropologia si occupa di molti aspetti della natura umana, da quelli più squisitamente evoluzionistici, cercando di ricostruire nel modo più completo che ci sia possibile il modo con il quale gli ominidi da cui proveniamo si sono sviluppati nella direzione dell’uomo moderno, a quelli più effimeri, che concernono le modalità che usano per vivere in gruppo e in società.

Di quest’ultimo argomento si occupa nello specifico un saggio molto interessante pubblicato recentemente dal noto antropologo Michael Tomasello, direttore del Max Planck Institute per l’Antropologia Evoluzionistica di Lipsia, che si può dunque definire una vera e propria autorità in materia. Il titolo del suo saggio è “Storia naturale della morale umana”, edito da Raffaello Cortina, e porta avanti, con argomentazioni precise e puntuali, una tesi molto affascinante e, per certi versi, anche molto rassicurante. Si tratta di una rilettura della storia dell’evoluzione dell’uomo, che si basa sul parallelismo tra il comportamento degli scimpanzé e quello dei “cuccioli d’uomo”, ovvero dei bambini di non più di tre anni di età. Ciò che Tomasello vuole dimostrare è che l’uomo è, per sua natura, un animale dotato di morale, in quanto è in grado di anteporre ciò che è giusto, e ciò che è meglio per la comunità in cui vive, a ciò che è meglio per se stesso in quanto individuo. Ecco quali sono gli step successivi che l’antropologo individua e porta a sostegno della sua argomentazione. Il primo step riguarda gli scimpanzé, quello che potrebbe essere definito il primo stadio evolutivo dell’uomo (per quanto gli scimpanzé vengano presi solo come pietra di paragone, ma non conosciamo esattamente la storia della loro evoluzione, che è indipendente da quella della razza umana). Gli scimpanzé, dice lo studioso, collaborano tra di loro sulla base di un principio che fu teorizzato dal filosofo David Hume, la “simpatia”. Il termine simpatia qui è da intendere nel suo significato etimologico, che viene dal greco e vuol dire “sentire con”, ovvero, sentire insieme. In un gruppo di scimpanzé, che è formato da individui che prevalentemente badano al proprio benessere personale disinteressandosi degli altri, può accadere che si crei della “simpatia” nel momento in cui il gruppo, cooperando, può fronteggiare insieme un nemico, o risolvere un problema. Ci sono cose che un singolo non può in alcun modo affrontare, ma che insieme possono essere facilmente risolte. Questo tipo di atteggiamento per gli scimpanzé è saltuario, del tutto occasionale e puramente opportunistico. Ma due milioni di anni fa accadde qualcosa: forse un cambiamento climatico rese le risorse alimentari molto più scarsi. Gli appartenenti al genere Homo furono messi di fronte ad un’alternativa: collaborare o morire. Insieme infatti scoprirono che potevano rubare le prede catturate dagli animali più forti, e con il tempo anche che potevano cacciare loro stessi. In una parola, capirono che insieme potevano sopravvivere. Poi, 150 mila anni fa, l’Homo Sapiens evolve la sua morale in modo ulteriore: nasce il senso del “noi”, di una comunità dove ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sono oggettivamente riconoscibili. Tutto questo ragionamento non sembrerebbe fare una piega, pure delle lacune la teoria di Tomasello le presenta. L’aspetto meno chiaro riguarda il contesto di “noi” di cui parla l’antropologo. Questo “noi”, in base alla sua ricostruzione, riguarda sempre e comunque un gruppo ristretto, un clan, una comunità legata da vincoli di qualunque genere. Se un gruppo è “morale”, allora si potrebbe pensare che anche i nazisti, in quanto gruppo coeso, lo fossero. In definitiva, la moralità di cui parla Tomasello non è mai universale, ovvero non comprende l’intero genere umano in quanto tale.