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L’antropologia è servita

Tra i mesi di marzo e aprile 2017 a Monticchiello, frazione del comune di Pienza, in provincia di Siena, sono previsti tre incontri che ruotano attorno alla materia dell’antropologia, incarnata in tre diversi volumi ognuno a suo modo interessante. Gli appuntamenti sono stati ideati e vengono curati dal celebre antropologo Pietro Clemente, Presidente di SIMBDEA (Società Italiana per la Museografia e i Beni DEA) e di IDAST (Iniziative Demo-etno-antropologiche e di Storia Orale in Toscana) e sono stati fissati per il 4 marzo, il 18 marzo e infine l’8 aprile.

Si tratta di tre momenti che sono dedicati allo studio, ma anche alla convivialità e all’incontro, perché l’antropologia è per eccellenza la scienza che tratta dell’uomo. Nelle tre serate si affrontano tre tematiche differenti ma tutte molto appassionanti nel campo della ricerca antropologica. Si parla infatti di vernacolo e tradizioni popolari, della natura e dell’essenza dei piccoli borghi italiani, e infine del modo in cui viene concepita la morte in certe civiltà. Il primo incontro, quello del 4 marzo, si è svolto proprio intorno a quest’ultima tematica, attraverso l’analisti critica del volume di Giancarlo Baronti dal titolo “Margini di sicurezza, l’ideologia folklorica della morte in Umbria”. Il libro è frutto di uno studio condotto per oltre quarant’anni raccogliendo materiale di ogni genere, soprattutto testimonianze orali che spiegano il modo in cui nella regione Umbria in particolare, e più in generale nel centro Italia, vengono strutturati i rituali legati al trapasso di una persona. Attraverso una fitta rete di confronti si cerca così di sviscerare accuratamente un aspetto, vale a dire il modo in cui viene concepito e strutturato il culto dei morti, che, per quanto possa apparire un po’ macabro, è in realtà centrale per capire fino in fondo una specifica civiltà. Il secondo appuntamento è fissato per il 18 marzo e in questo caso si discuterà di un numero speciale della rivista “Testimonianze”, che ha dedicato una corposa monografia ai piccoli borghi d’Italia. Questa tematica è tornata ad essere di pressante attualità a seguito della serie di terremoti che a partire dal 24 agosto 2016 hanno sconvolto il centro Italia, poiché alcuni di loro sono andati distrutti, e molti altri sono stati fortemente danneggiati. Non serviva però il terremoto per compromettere queste realtà che già da molti anni sono state abbandonate dalle istituzioni e sono a rischio di spopolamento e di abbandono. I piccoli borghi sono invece una ricchezza e una risorsa incredibile per il nostro Paese, sotto molteplici punti di vista, e andrebbero maggiormente tutelati, anche e soprattutto dalle istituzioni. “Testimonianze”, con la sua accurata ricerca, lo chiede a gran voce. L’ultimo appuntamento, quello dell’8 aprile, tratterà il volume “Proverbi toscani” di Giancarlo Vannuccini. Si tratta di una corposa raccolta (comprende oltre 7 mila proverbi) che non si limita solo a riportare i più popolari modi di dire della regione Toscana, ma li spiega in modo analitico e puntuale dimostrando come la “modernità” della lingua parlata dai nostri padri la renda perfettamente compatibile anche con la velocità imposta dai contemporanei social network. I tre appuntamenti sfanno parte del ciclo “La tavola dei libri: colloqui con gli autori” e come dicevamo sono accompagnati anche da aperitivi e cene, di cui si può fruire su prenotazione, e di momenti musicali. La sede in cui si svolgono sono il Teatro Povero di Monticchiello e l’annessa Taverna di Bronzone.