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A Pistoia si è tenuta la sesta edizione del festival di antropologia “Dialoghi sull’uomo”

A dispetto di chi pensa ed afferma che l’antropologia sia una scienza interessante solo per pochi, e a conferma invece di quanto questa disciplina possa essere di aiuto all’uomo comune nello svolgimento consapevole della sua esistenza, anche la sesta edizione dei “Dialoghi sull’uomo” si è rivelata un successo.

“Dialoghi sull’uomo” 2015 si è tenuta nella consueta sede, Pistoia, dal 22 al 24 maggio, e quest’anno ha fatto registrare ben 20 mila presenze, che hanno assistito alle varie iniziative in programma. L’incremento di pubblico, rispetto all’anno passato, quando si sono contati circa 18 mila intervenuti, è del 10%. Una grande soddisfazione per tutti gli organizzatori, e in particolar modo per Giulia Cogoli, direttrice dell’iniziativa, che per quest’anno ha voluto scegliere un tema di grande attualità, e di profonda rilevanza antropologica. Infatti, si è riflettuto sul concetto di casa e dell’abitare, insieme non solo ad antropologi, ma anche architetti ed ingegneri, coloro cioè che, fattivamente, devono erigere i luoghi in cui conduciamo le nostre esistenze. Ovviamente, il senso dell’abitare va ben oltre la mera occupazione di un edificio, ma ha a che fare con la socialità dell’essere umano. La casa infatti, da un alto, è chiusura verso l’esterno, e consiste nel ritagliarsi uno spazio tutto per sé e completamente privato. Dall’altro lato, però, nel concetto di casa è anche implicito quello dell’accoglienza del prossimo, dell’apertura verso l’esterno. A testimonianza del fatto che questo argomento appassiona moltissimo, già solo nei primi due giorni di apertura della mostra fotografica si sono registrati circa un migliaio di visitatori. La mostra si intitolava “Abitanti. Nelle fotografie dell’Agenzia Magnum scelte da Ferdinando Scianna”, ed è rimasta aperta e visitabile fino a tutto il mese di giugno. Ma questa, ovviamente, non è stata l’unica iniziativa prevista: molti altri gli appuntamenti organizzati dai “Dialoghi sull’uomo”, come ad esempio le passeggiate alla scoperta della città di Pistoia. Anche queste ultime hanno sempre fatto registrare il tutto esaurito, con un enorme afflusso di persone curiose e partecipi. A contribuire alla buona riuscita del complesso di eventi del festival antropologico di Pistoia è stata la città stessa, che ha risposto con un’ottima organizzazione anche a livello di accoglienza. Infatti, circa l’80% dei biglietti che sono stati venduti sono stati acquistati da persone provenienti da fuori la regione Toscana, a dimostrare il fatto che i “Dialoghi sull’uomo” stanno crescendo sempre di più, oltrepassando di gran lunga i confini locali e suscitando un interesse ben più ampio. L’organizzazione ha pensato anche di coinvolgere coloro che non sono potuti intervenire di persona, dando la possibilità di seguire in streaming via internet alcuni degli incontri più appassionanti, e nello specifico quelli che hanno visto protagonisti Vinicio Capossela, Peppe Servilo, Marco Aime e Giuseppe Bignami. La tecnologia quest’anno ha giocato un ruolo importante, visto che ogni momento dell’iniziativa è anche stato comunicato via Twitter, dove particolare successo ha riscosso l’hashtag #Remotti. Nel complesso, il riscontro positivo che si è avuto da parte del pubblico per i “Dialoghi sull’uomo” è stato soprattutto dovuto al grande affiatamento della squadra organizzativa, formata da 50 impiegati dell'amministrazione comunale e della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, gli enti organizzatori, e da 300 volontari, giovani e meno giovani. Le stimolanti riflessioni che si sono portate avanti in questa tre giorni pistoiese, di certo, faranno sentire il loro eco anche ben oltre l’evento in sé.