Antropologia Milano è un sito dedicato alla disciplina che studia l'essere umano dal punto di vista sociale, culturale, evolutivo, artistico, filosofico, religioso e morfologico. Contribuisci anche tu con dibattiti sulla cultura e sulla società e commenta gli approfondimenti che vengono da noi regolarmente proposti e pubblicati.

Carenze nutrizionali nella Bibbia

Grazie a delle analisi antropologiche dei testi biblici, con il fortunato ritrovamento di reperti archeologici, il dottor MacDonald, studioso di teologia e teologo dell'Università di St. Andrews, ha scoperto che la dieta della popolazione d'Israele era meno di importanti principi nutrizionali: "dava le giuste calorie, ma era assai priva di sali minerali e vitamine", spiega lo studioso, esperto di Antico Testamento, che ha raccontato le sue nuove scoperte in un libro intitolato "What Did The Ancient Israelites Eat? Diet in Biblical Times, pubblicato dalla casa editrice Eerdmans.

La Bibbia rappresenta uno dei testi scritti più importanti di sempre per la conoscenza delle prescrizioni religiose da parte del popolo ebraico, una sorta di guida morale che aiuta a fornire le coordinate esatte per esercitare la fede e la religione nel modo più corretto. Contrariamente a questo si è sempre pensato fino ad adesso, i suggerimenti contenuti all'interno di questo scritto sacro sono dei punti chiavi per condurre uno stile di vita sano, infatti, pare che le prescrizioni alimentari all'interno della Bibbia, siano ancora ritenute dalla maggior parte degli studiosi e dei fedeli, utili per un'alimentazione sana, equilibrata e corretta, ma non è in realtà, poi, proprio così. È stato il già citato dottor MacDonald a fare questa scoperta, ovvero che la dieta degli Ebrei non era sufficientemente salutare e nutriente, spiegando così la sua trovata: "Diverse persone non la pensano allo stesso modo mio, ma ai tempi della Bibbia, la dieta di questa popolazione non era salutare, ad eccezione dei periodi di magra, condizionati da malattie, pestilenze e carestia, relativamente frequenti in quell'epoca, dove la dieta apportava sì le giuste calorie, ma era carenti di minerali e vitamine fondamentali per ogni corpo di ogni essere umano".

Una dieta tipica povera di carne è già ridotta di per sè in tema di grassi, a fronte, invece, di un apporto più che sufficiente di fibre, contenute in frutta e verdura, che erano i soliti cibi che condizionavano l'alimentazione del popolo Ebraico. Questi pasti sono sempre stati considerati da tutti ottimi per una dieta corretta, tanto che sono oggetto di diverse decine di libri, ormai bestseller negli Stati Uniti d'America, anche se l'alimentazione delle persone dell'Antico Testamento, torniamo a dire, non era proprio così bilanciata e corretta. Per sostenere ciò che afferma il teologo MacDonald, esso ha condotto uno studio antropologico dei testi della Bibbia mai utilizzato prima da nessun altro ricercatore: "Gli esami scientifici eseguiti sugli scheletri delle persone israelite di quel periodo affermano quanto detto, e che quindi gli esseri umani erano malnutriti. Tutti i test effettuati hanno evidenziato dei frequenti casi di anemia, dovuta dall'assenza di carne in questa dieta, quindi di ferro, dove il pane azzimo era il cibo principale, alla base di tutte le diete degli Ebrei. I bambini e le donne gravide erano la categoria più colpita dalla malnutrizione, con conseguenze per il resto della loro vita". Ma tralasciando momentaneamente le dirette conseguenze biologiche, lo stesso dottor MacDonald ci tiene ad evidenziare l'importanza del testo sacro per comprendere quali tipi di cibi venivano consumati ed il senso che questi assumevano: "La Bibbia non si è mai preoccupata veramente di fornire indicazioni sulla migliore alimentazione da adottare. Anche le leggi bibliche sul cibo servivano in realtà per motivi differenti dalla moderna scienza nutrizionista. Ma nonostante ciò, la Bibbia ha molto da dire in materia di cibo ed alimentazione, ma bisogna leggerla ed interpretarla in modo corretta, così come condividere il cibo con i meno fortunati".