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L'antropologo Giuseppe Sergi

L'antropologo siciliano Sergi Giuseppe comincia la sua professione come docente di Liceo giungendo all'Università di Bologna compiuti i 39 anni, occupandosi della cattedra di scienze antropologiche. Si direzionò, inizialmente, verso gli studi filologici e filosofici, indirizzandosi, successivamente, verso studi pedagogici e psicologici, facendo sue le teorie spenceriane.

Presso tale epoca si situano, del 1888, L'origine dei fenomeni psichici e, in precedenza, del 1881, Teoria fisiologica della percezione. Successivamente si stabilì a Roma, mantenendo l'indirizzo antropologico, città in cui visse dal 1884 al 1916, per poi trasferirsi nuovamente. Durante il periodo romano, attraverso gli studi effettuati all'interno delle aule di psicologia e antropologia sperimentali, si produsse nella redazione di un complesso di resoconti scientifici legati a entrambe le discipline. Le opere realizzate in questo periodo risultano di fondamentale importanza per entrambi gli ambiti. Basandosi su di un ambito di studio sicuramente fecondo in quel periodo, fondato principalmente sulle ricerche di Lombroso e Broca, ideò una catalogazione delle tipologie di cranio umano, differenziati a seconda della Norma Verticalis, in sferoidali, pentagonoidali, ovoidali ed ellissoidali. Tali studi consentirono di realizzare una catalogazione di razza fondata sull'idea della presenza di più di un genere, inserita, nel 2011, all'interno dell'opera L'uomo secondo le origini, l'antichità, le variazioni e la distribuzione geografica. Istituì il Gruppo eugenetico italiano, e si mosse, a differenza di Galton e Mendel, in direzione di una ecologia eugenetica, in cui un habitat progredito, unitamente a un processo educativo mirato, potessero caratterizzare il soggetto causandone l'emancipazione da qualsiasi residuo di aggressività innata. Anche se tale tipologia di teoria potrebbe essere considerato attualmente desueto e anche sinistro in alcuni tratti, sovente a causa di quanto ripreso da alcuni seguaci, in particolar modo in merito a quanto asserito dal presidente della società antropologica italiana Niceforo che arrivò a utilizzare parole eccessivamente iconoclastiche nei confronti delle popolazioni del sud Italia. Nonostante ciò la mole di informazioni ottenute attraverso questi studi, insieme alle numerose teorie utili, rimane di ingente rilevanza e, in ogni caso, inalienabile dal complesso degli studi di paleontologia e antropologia, considerando anche tutto il complesso relativo alle scienze umane, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo delle stesse. Il suo operato si associò a numerosissimi ambiti, contemplando gli studi sociologici, gli studi linguistici, il mendelismo e la paleontologia.  L'istituzione della società antropologica romana avvenne nell'anno 1893. Fu capace, inoltre, grazie al prestigio accumulato nel mondo, di organizzare il terzo Congresso Internazionale di Psicologia nella capitale. Fra i suoi testi più importanti annoveriamo Da Alba Longa a Roma. Inizio dell'incivilimento in Italia: ovvero Liguri e Siculi: primi che in Italia e nelle isole posero in sedi stabili le comunità e determinarono le forme fisiche del territorio; La più antica umanità vivente ovvero la mirabile ricostruzione di un arcaico tronco umani i cui rami si estesero dell'Africa in Europa, Oceania, America; Psiche. Genesi – evoluzione. Osservazione e commenti dall'infanzia alla maturità; Le prime e più antiche civiltà; I mammiferi. Origine ed evoluzione; Le origini umane; Fatti e pensieri di coltura e politica sociale; Problemi di scienza contemporanea; La decadenza delle nazioni latine; Leopardi al lume della scienza; Africa. Antropologia della stirpe camitica; Dolore e piacere. Storia naturale dei sentimenti; Teoria fisiologica della percezione. Sergi morì nel 1931 a Roma.