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Incontro sull’Antropologia della pietà popolare

L’Italia è un Paese dalla fortissima impronta cattolica, al punto che i riti legati alla religione cristiana fanno parte in modo imprescindibile della storia antropologica della sua popolazione. Ci sono regioni inoltre in cui lo spirito di religiosità popolare è ancora più forte che altrove, e ancora oggi ci sono ritualità sentite fortemente e rispettate, mentre altre sono andate via via scemando nel tempo.

Ad esempio, un luogo di fortissima tradizione religiosa è Serra San Bruno, piccolo comune in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, dove si trova una Chiesa di grandissimo pregio storico artistico, la Chiesa dell’Addolorata. Qui è molto forte ancora la presenza delle confraternite, ed esiste una lunga e profonda tradizione legata alla Settimana Santa. Per discutere di questi argomenti, e in particolar modo del retaggio di derivazione spagnola che ancora oggi ha la devozione popolare in Calabria, il 30 ottobre 2016 a Serra San Bruno si è svolto l’incontro intitolato “Antropologia della pietà popolare”, organizzato dalla Regia Arciconfraternita Maria SS. de’ Sette Dolori e promosso dal priore Enzo Vavalà. Il relatore di punta del convegno, che ha toccato diversi argomenti tra i quali il culto di Maria Addolorata, è stato il professor José Luis Alonso Ponga. Ponga è un vero esperto di questi argomenti: difatti è Direttore del “Centro Internacional de Estudios sobre Religiosidad Popular: Semana Santa”, oltre che Ordinario di Antropologia Applicata presso l’Università di Valladolid, ed è stato lui stesso organizzatore del Congresso Internazionale di Religiosità Popolare “ La Semana Santa: Liturgia, Musica e Rito”. La location in cui si è svolto l’incontro, ovvero la chiesetta barocca dell’Addolorata, ha contribuito a rendere il tutto ancora più suggestivo. L’intervento del professor Ponga ha infatti incantato l’uditorio, vista l’enorme padronanza dell’argomento che il docente possiede; ma non da meno sono stati gli altri relatori che hanno affrontato l’argomento delle ritualità della Settimana Santa anche da altre prospettive. Prima del professor Ponga, che ha tenuto da ultimo la sua lectio magistralis, hanno parlato altri illustri ospiti. Don Leonardo Calabretta ha raccontato per sommi capi la storia dell’Arciconfraternita di Maria dei Sette Dolori. A seguire Domenico Pisani, che è professore di Storia dell’Arte, ha invece spiegato quale sia il valore della chiesa dell’Addolorata e delle opere che custodisce. Altro intervento molto interessante è stato quello del sociologo Luigi Rossi che ha parlato della religiosità analizzandola proprio dal punto di vista della sua materia, la sociologia. Martino Michele Battaglia, docente di Antropologia Culturale, ha invece approfondito più nel dettaglio la celebrazione della Settimana Santa a Serra San Bruno, nella peculiarità di due riti esclusivi di questo luogo quali la Schiovaziuoni (deposizione dalla Croce) e la Naca (la bara decorata in cui viene deposta la statua del Cristo Morto per la processione). Ad animare gli intervalli tra un intervento e l’altro è stata la soprano Stenia Marinaro che ha interpretato alcune arie popolari. All’incontro sono intervenuti anche altri illustri rappresentati del mondo religioso e istituzionale calabrese: Antonio Caroleo, che è presidente dell’Unione Arciconfraternite e Confraternite della Diocesi Metropolita di Catanzaro- Squillace; don Biagio Cutullè, vicario della Forania, e Antonio Punturiero che ricopre il ruolo di Coordinatore Regionale delle Confraternite Calabresi. Oltre alla Regia Arciconfraternita di Maria Ss. dé Sette Dolori erano presenti anche rappresentati delle altre due Confraternite locali e la Confraternita del Rosario di Soriano. Al termine della lectio magistralis di Ponga il priore Vavalà gli ha consegnato una targa in ricordo di questo evento, auspicando che le Confraternite vengano dichiarate dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.