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Antropologia dell'ospitalità. Un libro di Francesco Spagna

Antropologia dell'ospitalità è un libro edito da Carocci scritto da Francesco Spagna, nel quale viene proposto un tema importante come la cordialità, attraverso una chiave di lettura filosofica e antropologica. L'autore sottolinea quanto sia importante considerare la buona educazione sotto l'aspetto antropologico semplice, quindi quello relativo alla capacità di ogni uomo di favorire allo sviluppo di situazioni favorevoli e di ospitalità nei confronti del prossimo, al di là dell'approccio rigoroso dell'antropologia culturale e tradizionale.

Spagna considera l'ospitalità come una di quelle azioni in grado di illuminare l'esistenza dal buio che caratterizza le nostre vite e i nostri rapporti sociali, spesso e volentieri frenati o rovinati da ciò che è intorno a noi, e rappresenta l'esterno e il sociale. Secondo l'autore bisognerebbe valorizzare sempre di più, soprattutto oggi, quegli aspetti dell'esistenza che concernono l'essere aperti e solidali con il prossimo, prescindendo dal fatto che questi sia un famigliare stretto o un amico. Questa apertura al mondo attraverso la socialità, secondo Spagna, il quale ha effettuato degli studi antropologici e sociali presso i nativi americani, rappresenta un modo per lenire anche quei mali che ci attanagliano dentro l'uomo, offrendo un supporto che varrà anche da cura per quello che è un dolore soggettivo. Questo concetto di ospitalità si basa ovviamente su di una visione del fenomeno in base a quella che viene definita antropologia spontanea, quindi quell'approccio nei confronti del prossimo di matrice semplice, ma che al tempo stesso contempla la comprensione dell'altro attraverso un sentimento votato a entrare in empatia con chi si trova dinnanzi a noi, o incroceremo in un momento della nostra vita. Spagna spiega che il fenomeno dell'ospitalità, in questi anni di grande disagio esistenziale ed economico, sembra essersi ampliato in alcuni gruppi sociali che non pongono l'egoismo famigliare al centro delle proprie dinamiche quotidiane. L'autore del testo infatti evidenzia come anche l'altruismo, ma di matrice unicamente famigliare, sia una condizione che non accoglie in realtà quello che dovrebbe essere l'altruismo nella sua essenza, quindi quello stato d'animo di apertura nei confronti anche dello sconosciuto, attraverso un'ospitalità che non deve necessariamente essere letterale, ma anche fatta si semplici parole, di una frase capace di essere da supporto per il prossimo. Questi che dovrebbero essere concetti semplici, basilari, sembra che invece vengano ignorati ancora da molti persone, le quali pensano unicamente a sé stesse e al proprio fabbisogno, ignorando quelle che possono essere le esigenze delle persone che hanno intorno. L'ospitalità, secondo Spagna, è uno dei valori più importanti in seno alla socialità dell'uomo, capace di unire genuinamente le persone, più di qualsiasi legame economico e di partito. La cordialità, la quale comprende anche un sincero altruismo, unisce le persone e rafforza i legami più di qualsiasi altro sentimento dettato da necessità o paura. All'interno del testo l'autore evidenzia come il disinteresse, anzi, in seno a questo particolare fenomeno, rappresenti un legante ancor più duraturo, traducendo le azioni rivolte al prossimo in veri e propri lasciti senza necessità di ricompensa o ricambio. Riscoprire questi valori, e al tempo stesso comunicarli alle generazioni più giovani, secondo Spagna, da un punto di vista antropologico consentirebbe all'uomo di uscire da quella nube di egoismo che ha caratterizzato il dispiegarsi del sistema capitalistico e consumistico.