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Antropologia e bioetica a confronto

È da pochi giorni disponibile in libreria, edito da Marcianum Press,  “La vita e l'essere – L'embrione: grumo di cellule o persona”, un volume che raccoglie le relazioni del convegno, tenutosi il 21 aprile 2012 a Este, dal titolo “Alla riscoperta dell'uomo”. L'incontro del 2012, promosso dalla Fondazione Radicanti e Ruzzantini, il Centro aiuto alla vita di Este-Padova, e dal Movimento per la Vita, ha riunito esperti di fama internazionale, in un dibattito mosso dalla volontà di affrontare temi importanti legate alla bioetica, attraverso approfondimenti disciplinari che hanno toccato materie quali il diritto, la teologia, l'etica, la medicina, la filosofia e l'antropologia.

Il tema centrale, che interessa la maggior parte dei testi proposti, è la domanda sull'identità dell'uomo. Domanda così spesso trascurata in un'epoca che fa dell'individuo una parte subordinata al tutto, soggetto passivo di un meccanismo sempre più esterno ad esso. I quesiti  fondamentali sull'essere, vengono così riproposti, alla luce di una condizione esistenziale quanto mai complessa, in cui l'uomo deve fare i conti un apparato etico che, oggi, sembra sempre più inappropriato per fronteggiare le nuove sfide della vita. È in quest'ottica che la bioetica cerca di rispondere  alle domande che, almeno una volta nella nostra vita, ci siamo posti tutti, riguardo al senso e al fine della nostra esistenza.

“La vita e l'essere” vuole essere un'occasione di ricongiunzione tra due discipline, la bioetica e l'antropologia, che si occupano della medesima “materia”, ma da due punti di vista differenti. A seguito delle più recenti scoperte della biologia, che stanno portando a interventi sempre più “invasivi” sull'esistenza del singolo essere, le problematiche riguardanti il principio e la fine “naturali” dell'uomo sono sempre più all'ordine del giorno. E per questo motivo che si rendono urgenti interventi, anche teoretici, che non si limitino più a progressi in un'unica direzione, o campo, ma che  facciano fronte, attraverso l'interdisciplinarità, a quesiti complessi.

Tra questi quesiti c'è ne uno particolarmente urgente, a cui preme porre le basi per una discussione il più possibile approfondita, “Cos'è l'embrione umano?”. La domanda principale, che interessa campi che vanno dalla filosofia alla biologia, dall'etica all'antropologia, è se si può considerare l'embrione già una persona, o se si tratta di un “mero” grumo di cellule che sarà vita solo al momento del concepimento. Il primo stato di generazione di un organismo è al centro, oggi più che in passato, di un dibattito sempre più aperto sulla sua reale natura, e sugli interventi sul suo sviluppo che potranno essere considerati eticamente accettabili, o respinti perché invasivi e anti-etici.

Questa è, come suggerisce il sottotitolo del volume “L'embrione: grumo di cellule o persona”, la prima di numerose questioni che troverete affrontate e discusse nel libro. Grazie infatti agli interventi di studiosi di discipline diverse, che hanno posto la bioetica al centro delle loro ricerche, i testi forniranno un panorama esaustivo sulle problematiche che, in campo scientifico e filosofico, stanno diventando sempre più incalzanti. Proprio la filosofia rappresenta oggi, in modo particolare, un supporto necessario alla scienza, su cui fare sempre maggiore affidamento in vista di interrogativi nuovi e apparentemente irrisolvibili, attraverso gli strumenti teorici tradizionali.